La situazione delle aziende italiane nel Social (2012)

La percentuale delle aziende italiane che si rivolge ad almeno un Social Media per attività di comunicazione e marketing è in aumento. Questo è ciò che emerge dalla seconda edizione della ricerca SocialMediAbility delle aziende italiane promossa dall’Università IULM di Milano.

Lo studio che tiene in considerazione un panel di 720 aziende appartenenti a 6 settori merceologici differenti (moda, alimentare, hospitality, pubblica amministrazione, banche e arredamento) evidenzia che, rispetto all’edizione precedente, la percentuale di aziende che si rivolge a Facebook & co. è passata dal 32,5% al 49,9% nell’arco di un anno (circa 1 su 2). Questo incremento è da ritenersi però più quantitativo che qualitativo in quanto l’indice di SocialMediAbility — indicatore che si propone di valutare sinteticamente aspetti sia quantitativi che qualitativi della presenza “social” delle aziende — registrato è passato dallo 0,79 del 2010 all’1,16 del 2011 su una scala da 0 a 10!

Se da un lato questo indicatore rivela un “miglioramento della situazione”, dall’altro evidenzia il fatto che molto deve essere ancora fatto.

Questi in sintesi i principali risultati emersi:

Il sito web aziendale non è ancora cosa così scontata.
Nei settori dell’hospitality e della moda ad esempio è emerso che, seppur siano settori molto fruiti dai consumatori tramite Internet, soltanto il 63% delle aziende italiane dell’hospitality e il 64% di quelle della moda hanno un proprio sito web.

Un’azienda su due è sui Social Media.
I dati rilevano che la percentuale di chi utilizza almeno un Social Media è passata in un anno dal 32,5% al 49,9%.

Strumenti scollegati.
Se è vero che un’azienda su due utilizza Facebook & co. è altresì vero che i vari strumenti attraverso i quali le aziende comunicano sul web sono spesso “scollegati” tra di loro in quanto solo nel 24,5% dei casi vengono creati link e rimandi dal sito istituzionale agli altri media e viceversa.

Facebook in testa, ma…
Osservando nel dettaglio i luoghi social dove sono presenti le aziende, Facebook si conferma il canale più popolare, scelto dal 71,1% delle aziende (in netta crescita rispetto al 35,2% del 2010). Facebook è utilizzato soprattutto dalle aziende del settore moda (che pubblicano mediamente 39 post ogni due mesi) e alimentare (31 post), che più di altri producono contenuti ad hoc da diffondere sui canali social (oltre il 50%). Altri settori merceologici tendono invece a riutilizzare materiale già preparato per altri scopi. Fanalino di coda per attività è l’hospitality, le cui aziende pubblicano in media 6,6 post in due mesi.

Gli altri media
In grande crescita risultano anche l’uso di TwitterLinkedIn e YouTube, utilizzati rispettivamente dal 39,8%, dal 35,7% e dal 32,0% delle aziende (rispetto al 14,1%, al 15,5% e all’8,8% del 2010).

Perché molto deve ancora essere fatto?

Perché troppo spesso la soluzione italiana al Social Media Marketing si limita all’apertura di una pagina Facebook che riporta i contenuti presenti nel sito istituzionale dell’azienda.
Questo non è sufficiente. Per mantenere una presenza coerente e utile sui Social Media bisogna invece produrre e diffondere continuamente contenuti che siano rilevanti per gli utenti e che li inducano a compiere azioni attraverso una strategia di Content Marketing. I “contenuti” vanno progettati, creati e distribuiti seguendo le regole dei Social Network e, ribadisco, con continuità. Il “digitale” non è quindi gratis o low cost come troppo di frequente si è portati a pensare, semplicemente sposta la necessità di investire dal mezzo ai contenuti.
Quando invece si guarda agli investimenti in comunicazione delle aziende italiane si scopre che quelli dedicati alla produzione di contenuti e alla gestione dei canali digitali sono spesso percentuali ad una cifra se non addirittura frazionarie.